25- 12-2020
"Elpìs": Speranza. Vietato perderla!
Zeus aveva donato a Pandora un vaso e le aveva ordinato di non aprirlo. La fanciulla, spinta dalla curiosità, non obbedì al capo dei tutti gli dei, tolse il coperchio e dal vaso uscirono tutti i mali che si propagarono nel mondo, rendendolo un luogo devastato, triste, inospitale, sconfortato. Solo quando Pandora aprì di nuovo il vaso e permise alla Speranza, rimastavi intrappolata, di uscire, la condizione degli uomini ritornò affrontabile e degna, pur nelle difficoltà che da allora in poi non li abbandonarono più.
Amo questo mito.
I miti spiegano, interpretano, forniscono chiavi di lettura e penso che questo, assieme all'etimologia, anche se incerta, del termine (forse dalla radice sanscrita "Spa" che significa "tendere verso una meta") rende chiaro il significato di "Speranza", parola troppo a lungo assimilata alla sterile attesa che le cose migliorino da sole.
Al contrario la Speranza è "forza dinamica che coinvolge tutte le qualità e potenzialità della persona in funzione non solo della ideazione dei suoi obiettivi, ma anche e soprattutto nella loro possibilità di attuazione, perché attiva la capacità di pianificazione e realizzazione degli obiettivi (E. Fromm, La rivoluzione della speranza).
La Speranza ha una dimensione cognitiva e motivazionale, è legata al raggiungimento dei propri obiettivi e "al nutrimento della propria autoefficacia e autostima".
E noi tutti, comunità legata all'I.C. di Roncoferraro, abbiamo sperato in questo modo: agendo, proponendo, ponendoci obiettivi; così siamo giunti alla prima meta: abbiamo riportato i nostri bambini e bambine, i nostri ragazzi e ragazze a scuola in presenza, nonostante le difficoltà, nonostante il superlavoro, nonostante le nuove regole, "poco consone" (lo abbiamo pensato) alla natura stessa del fare gruppo e del fare scuola.
Un traguardo tagliato insieme: dirigenza, personale docente e ATA, amministrazioni comunali, famiglie, alunni. Questi ultimi, in particolare, bravissimi! Capaci di adattarsi alla nuova situazione e di flettere le proprie esigenze alla necessità imposta dal momento.
L'avremmo mai detto, il 7 settembre, quando i nostri bambini della scuola dell'Infanzia varcavano la soglia delle sezioni? E il 14 settembre, quando gli alunni di Primaria e Secondaria facevano il loro ingresso nella scuola trasformata dalle norme di sicurezza anticontagio?
Ci ripetevamo "Speriamo!": "Speriamo che duri", "Speriamo che tutto il lavoro non sia stato inutile"; "Speriamo che vada bene". E il nostro "Speriamo" si è dato dei compiti, si è posto degli obiettivi, ha coltivato l'abilità di analizzare ciò che si verifica in una situazione complessa e assurda come quella che viviamo; si è concretizzato quotidianamente in azione, migliorie, rettifiche.
Il mio augurio per tutti è che la Speranza, questa Speranza fatta azione, forte di uno sguardo ad un futuro migliore, non ci abbandoni mai e che ci traghetti fuori da un momento così difficile, rendendoci persone migliori, come dovrebbe sempre accadere a chi sperimenta la difficoltà e il dolore.
Con affetto
La vostra Dirigente Scolastica
Mariella Difato